Secondo i magistrati milanesi che indagano sulla vicenda dell'Imam Abu Omar, il vicedirettore di "Libero", Renato Farina, sarebbe stata una fonte organica del Sismi, per cui era incaricato di raccogliere informazioni. Farina avrebbe avuto anche un nome in codice, "Betulla". I magistrati sostengono che il giornalista avrebbe fatto una finta intervista ai pm Spataro e Pomarici, su richiesta del servizio, con l'obiettivo di carpire informazioni sulla loro inchiesta, e a suo carico ci sarebbero anche delle intercettazioni telefoniche. Domani, sia Renato Farina che Claudio Antonelli, un altro cronista di "Libero", potrebbero essere sentiti dai magistrati della Procura di Milano. L'accusa: concorso in favoreggiamento. (Agr)

La notizia di stasera può rivelarsi importante per noi che seguiamo da vicino la vicenda tragica e ancora misteriosa di Enzo Baldoni. Infatti Farina proprio su Baldoni si distinse subito con un articolo vergognoso. Un massacro proprio quando il povero Enzo era stato rapito e si temeva per la sua sorte. Scritto da un signore seduto in una scrivania di Milano. Se è vero però quello che sostengono i magistrati la questione cambia aspetto perchè lo stesso signore stava sì al riparo dell'aria condizionata ma usava molto il telefono. Insomma, adesso che sappiamo che forse quegli articoli erano in realtà firmati da "Betulla" possiamo anche sperare di saperne qualcosa di più. Non siamo più di fronte a un giornalista informato, andiamo oltre, siamo davanti a uno che sa quello che nessun giornalista (che fa solo il giornalista) può sapere. Grazie al documentatissimo Pipistro ecco uno stralcio tratto da Diario. La storia di Baldoni che lotta contro i propri rapitori dura lo spazio di una notte. Nel pomeriggio di venerdì 27, infatti, il ministro degli Esteri Franco Frattini dà la versione ufficiale del governo: l’ambasciatore Buccino ha visto una sola immagine: «Si tratta di una fotografia digitale», dice il ministro a Montecitorio, «nella quale si vede il corpo di Enzo Baldoni in una condizione che non può definirsi cruenta”. (…) A questo punto, della presunta colluttazione non parla più nessuno. O quasi. Sabato 28 agosto, il giorno dopo l’audizione di Frattini, l’unico a riproporla è Renato Farina sul quotidiano Libero. Che anzi la arricchisce di nuovi dettagli: «Verso le 18 di giovedì, alla scadenza dell’ultimatum, Enzo viene bendato… Baldoni si strappa la benda, getta la kefiah palestinese che gli avevano messo indosso. E si batte… Mentre Enzo si contorce e grida, gli sparano alla schiena, alla testa…». Farina aggiunge: «Il filmato non va più bene alla propaganda. Ad Al Jazeera mandano un fotogramma». Quindi il vicedirettore di Libero descriverebbe un video che i rapitori hanno deciso di tenersi per sé. Un colpo sensazionale. Solo che il giorno dopo Farina lo lascia cadere nell’oblio e preferisce scrivere del meeting di Cl a Rimini. Ironia della sorte, proprio il giorno dopo la morte di Baldoni era in programma un intervento di Nicolò Pollari, con cui Farina è in ottimi rapporti. Adesso sappiamo perchè sapeva tutto. E non solo di Baldoni. Vi ricorderete forse che fu anche il primo a conoscere, quindi a dare, la notizia della morte di Quattrocchi. Riprendiamo da Articolo21. «Abbiamo appreso da "Porta a Porta", poco dopo mezzanotte, la notizia dell'uccisione di Fabrizio», dice la sorella Graziella Quattrocchi. «Siamo stati raggelati. Solo mezz'ora più tardi, abbiamo ricevuto la telefonata ufficiale del ministero degli Esteri e alle 2,45 è venuto a farci visita un ufficiale dei carabinieri». Il drammatico colpo di scena è stato mandato in onda da Vespa, col ministro degli esteri seduto in poltrona nel teatrino di "Porta a Porta", già informato della notizia ma deciso a non scollarsi fino al gran finale. Dopo due ore e mezzo di angoscia, Vespa ha fatto sentire al pubblico un telefonata che rendeva nota l'uccisione di Fabrizio Quattrocchi: all'altro capo del filo c'era il vice direttore di Libero Renato Farina, che aveva avuto da Al Jazeera la notizia che l'ambasciatore italiano aveva riconosciuto Quattrocchi nel filmato dell'esecuzione giunto a quella tv araba. Visto che i palazzi del governo erano deserti, Farina ha telefonato a Vespa. E adesso, se fossi nei magistrati romani, sentirei di corsa Betulla.







